riconoscimento ex LSU

ATA Ex LSU nella scuola: cambia lo scenario sul riconoscimento degli anni di servizio

Le recenti sentenze della magistratura stanno mettendo in discussione il mancato riconoscimento degli anni di servizio pre-stabilizzazione per il personale ATA ex LSU, aprendo nuove prospettive per il recupero dell'anzianità di servizio maturata

Per lungo tempo, migliaia di lavoratori ATA ex LSU hanno visto ignorato un pezzo importante della propria storia lavorativa. Gli anni trascorsi nelle scuole, pur svolgendo mansioni essenziali, non sono stati considerati utili per la carriera dopo la stabilizzazione.
Oggi, però, il quadro sta progressivamente mutando.
Alcune recenti decisioni della magistratura stanno infatti mettendo in discussione questo approccio, aprendo nuovi spiragli per il riconoscimento di quei periodi di lavoro.

Le decisioni dei giudici e il cambio di prospettiva
A segnare questo cambio di rotta sono state, tra le altre, le sentenze delle Corti d’Appello di Reggio Calabria e Palermo. I giudici d’appello hanno adottato una lettura più concreta del rapporto di lavoro, spostando l’attenzione dalla forma contrattuale alla sostanza delle attività svolte.
In particolare, è stato evidenziato che molti lavoratori ex LSU hanno operato per anni all’interno delle scuole statali, inseriti a pieno titolo nell’organizzazione quotidiana degli istituti.
Non si trattava, quindi, di attività occasionali o esterne, ma di prestazioni continuative, svolte sotto il coordinamento diretto dell’amministrazione scolastica.
In particolare, secondo le corti territoriali, quando un lavoratore svolge attività all’interno di strutture pubbliche, è soggetto a direttive organizzative dell’amministrazione, osserva orari stabiliti e controlli sulle presenze, si inserisce stabilmente nel funzionamento del servizio, non si può ignorare la reale natura del rapporto.
In questi casi, il servizio deve essere considerato come prestato alle dipendenze della pubblica amministrazione, anche se formalmente gestito tramite cooperative.

Le conseguenze sulla carriera
Questa impostazione ha effetti diretti sulla ricostruzione della carriera.
Se il servizio viene riconosciuto, entra a far parte dell’anzianità utile, con impatti sia ai fini giuridici, che ai fini economici.
In concreto, significa ottenere una diversa collocazione nelle fasce stipendiali con pagamento delle differenze retributive maturate.
Per molti lavoratori si tratta di un cambiamento significativo, capace di incidere concretamente sulla posizione lavorativa e sul trattamento economico.

Una disparità che può essere superata
Alla base di numerosi ricorsi c’è una questione di equità. Molti ATA stabilizzati si trovano oggi in una posizione svantaggiata rispetto ad altri colleghi, pur avendo svolto per anni le stesse funzioni.
Le recenti decisioni richiamano proprio il principio di parità di trattamento, sottolineando che non è corretto creare differenze basate esclusivamente su aspetti formali.
Questo orientamento si collega anche ai principi del diritto europeo, che impongono di evitare discriminazioni tra lavoratori in situazioni comparabili.

Chi può far valere questo diritto?
La questione riguarda tutto il personale ATA ex LSU, successivamente stabilizzato nei ruoli della scuola, che non hanno visto riconosciuto il servizio svolto prima dell’immissione in ruolo.

Lo Studio Legale Giustizia Scuola sta, al momento, raccogliendo le preadesioni, mediante le quali provvederà a notificare formale diffida al Ministero dell’Istruzione e del Merito, al fine di interrompere i termini di prescrizione.
La preadesione è completamente gratuita e potrà essere effettuata compilando il seguente form: https://giustiziascuola.com/contatti/.

News

Ricorsi attivi
Ricorsi vinti
Contattaci​