La controversa questione dell’algoritmo utilizzato per l’assegnazione delle supplenze scolastiche approda ufficialmente davanti alla Corte di Cassazione. Dopo il rinvio pregiudiziale disposto dalla Corte d’Appello di L’Aquila, la trattazione è stata fissata per il 20 maggio 2026 davanti alla Sezione Lavoro della Suprema Corte.
Il caso e il rinvio alla Cassazione
La vicenda nasce da un contenzioso relativo al sistema informatizzato adottato dal Ministero dell’Istruzione per il conferimento delle supplenze tramite GPS. In particolare, è stato contestato il meccanismo che considera “rinunciatario” il docente che non indica tutte le sedi disponibili nella domanda, escludendolo dai turni successivi.
Nel caso concreto, una docente con punteggio più alto non ha ottenuto l’incarico nel primo turno, mentre successivamente posti da lei richiesti sono stati assegnati a candidati con punteggio inferiore.
Di fronte a questo scenario, la Corte d’Appello di L’Aquila ha ritenuto necessario investire la Cassazione della questione, evidenziando l’esistenza di orientamenti giurisprudenziali contrastanti.
Le questioni giuridiche
I giudici hanno chiesto alla Suprema Corte di chiarire: A) Se la mancata indicazione di alcune sedi equivalga effettivamente a una rinuncia; B) Se il sistema algoritmico sia compatibile con i principi costituzionali di ragionevolezza e buon andamento della pubblica amministrazione.
La Corte di Cassazione, con provvedimento del Primo Presidente, ha ritenuto ammissibile il rinvio, sottolineando la rilevanza e la novità della questione.
L’udienza davanti alla Sezione Lavoro
L’udienza pubblica è stata fissata per il 20 maggio 2026 davanti alla Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, che sarà chiamata a pronunciarsi con funzione nomofilattica, cioè stabilendo un principio di diritto destinato a orientare l’interpretazione uniforme della normativa.
Impatti attesi
La decisione della Cassazione è particolarmente attesa perché il sistema dell’algoritmo delle GPS riguarda migliaia di docenti ogni anno.
L’esito del giudizio potrebbe incidere in modo significativo sulle future procedure di assegnazione degli incarichi e sui contenziosi già in corso. Inoltre, potrebbe aprire la strada a nuove azioni giudiziarie da parte di coloro che, in passato, sono stati esclusi dai turni di nomina successivi, consentendo loro di richiedere il risarcimento del danno eventualmente subito.
Il verdetto atteso potrà quindi segnare un punto di svolta, incidendo in modo duraturo sul sistema di reclutamento scolastico





