Negli ultimi anni la Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale in materia di ferie spettanti ai docenti con contratto a tempo determinato.
Con diverse pronunce – tra cui Cass. Civ. Sez. Lav. Ord. n. 14268/2022, Cass. Civ. Sez. Lav. n. 16715 del 17 giugno 2024 e Cass. Civ. Sez. Lav. n. 28587 del 6 novembre 2024 – la Suprema Corte ha stabilito che i docenti precari hanno diritto al pagamento delle ferie non godute quando:
– non hanno presentato una richiesta espressa di fruizione delle ferie, e
– non hanno ricevuto alcuna comunicazione ufficiale da parte dell’istituzione scolastica che li invitasse a usufruirne, avvisandoli chiaramente che la mancata richiesta avrebbe comportato la perdita del diritto e l’impossibilità di ottenere la monetizzazione.
In altre parole, la scuola deve informare per iscritto il docente sul numero di giorni di ferie maturati, sui periodi in cui è possibile utilizzarli (solitamente durante le sospensioni delle lezioni) e sulle conseguenze della mancata richiesta.
In assenza di tale comunicazione, il docente conserva il diritto al pagamento delle ferie non godute.
Una prassi illegittima durata anni
Per oltre un decennio, le istituzioni scolastiche hanno applicato una prassi oggi ritenuta illegittima, decurtando automaticamente i giorni di ferie maturati in corrispondenza dei periodi di sospensione delle lezioni.
Questo automatismo impediva ai docenti precari di esercitare consapevolmente il diritto alla fruizione delle ferie, diversamente da quanto avviene per i docenti di ruolo.
La Cassazione ha chiarito che le ferie rappresentano un diritto fondamentale, irrinunciabile e tutelato dall’art. 36 della Costituzione italiana e dalla Direttiva 2003/88/CE dell’Unione Europea.
Pertanto, non possono essere cancellate o sostituite senza una libera scelta del lavoratore, adeguatamente informato.
I tribunali danno ragione ai docenti
Le sentenze della Cassazione hanno aperto la strada a numerosi ricorsi vittoriosi presentati dai docenti precari presso i tribunali del lavoro di tutta Italia.
I giudici di merito stanno infatti condannando il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) al pagamento delle ferie non godute, ritenendo pienamente applicabili i principi espressi dalla Suprema Corte. (Per info vedi https://giustiziascuola.com/ferie-non-godute-docenti-precari-accolto-il-ricorso/).
Quanto si può recuperare
In media, un docente precario può recuperare importi che variano da un minimo di circa 500,00 euro fino a un massimo di 1.000,00 euro per ogni anno scolastico, a titolo di ferie non godute.
L’importo varia in base alla durata del contratto, al numero di giorni maturati e alla retribuzione giornaliera prevista.
Per chi ha lavorato più anni con contratti a termine, le somme complessive possono raggiungere diverse migliaia di euro.
Come ottenere il pagamento delle ferie
Per ottenere il pagamento delle ferie è necessario presentare ricorso al giudice del lavoro.
Per maggiori info si rimette il LINK https://giustiziascuola.com/ricorso-per-ottenere-il-pagamento-delle-ferie-non-godute/





