carta docente supplenti brevi

LA CARTA DOCENTE SPETTA ANCHE AI SUPPLENTI BREVI

Anche coloro che hanno svolto supplenze brevi e saltuarie possono ricorrere per vedersi riconosciuto il bonus

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che è contraria al diritto comunitario la prassi italiana che nega ai supplenti brevi la “carta elettronica” da 500 euro annui, destinata alla formazione e all’aggiornamento professionale.

Fino ad oggi, il beneficio della Carta del docente era riconosciuto, oltre che ai docenti di ruolo, solo a chi aveva contratti fino al 30 giugno o al 31 agosto e ricorreva al giudice del lavoro.
Con la sentenza resa nella causa C-268/24, la Corte di Giustizia Europea ha sancito l’illegittimità dell’esclusione dei supplenti brevi da questo beneficio.
Secondo la sentenza, la clausola 4 dell’accordo quadro europeo sul lavoro a tempo determinato vieta qualsiasi discriminazione ingiustificata tra docenti a tempo indeterminato e supplenti, imponendo la parità di trattamento nelle condizioni di impiego.
La Corte ha chiarito che «il solo fatto che l’attività di un supplente breve non sia destinata a protrarsi fino al termine dell’anno scolastico non costituisce una ragione oggettiva per negargli il beneficio».
La decisione arriva dopo il ricorso di un’insegnante precaria, ZT, a cui il Ministero dell’Istruzione aveva negato la carta docente per l’anno scolastico 2021/2022, nonostante avesse svolto più supplenze brevi complessivamente equivalenti a un incarico annuale.
Per i giudici europei, i supplenti brevi svolgono le stesse mansioni e assumono gli stessi obblighi formativi dei docenti di ruolo: partecipano alle attività didattiche, seguono gli studenti e contribuiscono al piano educativo. Negare loro il bonus significa violare il principio di parità e svuotare di significato la direttiva europea sui contratti a termine, che tutela i lavoratori a tempo determinato da trattamenti sfavorevoli ingiustificati.
La pronuncia rappresenta un’importante vittoria per i docenti precari italiani, aprendo la strada a nuovi ricorsi per ottenere la carta docente anche per coloro che stipulano supplenze brevi.

RISVOLTI DELLA PRONUNCIA

Grazie alla decisione della Corte di Giustizia Europea, anche i docenti destinatari di supplenze brevi e saltuarie possono ora ricorrere al giudice del lavoro per ottenere il riconoscimento della carta del docente dal valore di 500,00 euro annui.

CHI PUÒ FARE RICORSO?

Alla luce della nuova pronuncia della Corte di Giustizia Europea, oltre ai docenti con contratti di lavoro al 30 Giugno e al 31 Agosto, possono proporre ricorso anche tutti i docenti che negli ultimi 5 anni abbiano stipulato contratti di supplenza brevi.
Si ricorda che il ricorso “Carta Docente” è gratuito e non comporta l’iscrizione ad alcun sindacato o associazione.
L’unico costo che il ricorrente deve sostenere, consiste nel pagamento del contributo unificato (tassa) il cui importo varia in base alla somma da recuperare, vale a dire € 21,50 se si richiedono fino ad € 1.000,00 di carta docente, € 49,00 per importi superiori.
Invece, i docenti con reddito lordo familiare inferiore ad € 38.514,03 sono esenti dal pagamento del contributo unificato.

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